ALDO

l’oggetto assume rilevanza eccezionale, diventando la materia fulcro che catalizza attorno a sè i personaggi e la narrazione.L’oggetto in questione è in questo caso un vecchio televisore a tubo catodico, abbandonato e trovato per caso da un contadino. Il televisore assume il ruolo effettivo da protagonista dell’intera vicenda narrata, determinando azioni e sentimenti dei personaggi che si muovono sulla scena, scandendo i tempi e le sequenze, generando suggestioni, riflessioni e fantasie.In quanto oggetto “vecchio” (dal tedesco “ald”= vecchio), il televisore sembra ribellarsi alla propria condizione  di elemento tecnologico ormai superato, spingendosi alla riconquista del proprio pubblico. La personificazione dell’oggetto si esplicita nel desiderio morboso del televisore di tornare ad occupare lo spazio perso al centro della scena, come elemento in grado di concentrare su di sè l’attenzione esclusiva dell’osservatore. In questo caso l’oggetto si carica di sentimenti e sensazioni proprie dell’essere umano, e in questo senso sembra acquistare vita.Il geloso tentativo di instaurare nuovamente  con i propri spettatori una relazione esclusiva e biunivoca , lo spinge con forza inquietante a “compiere” azioni estreme.

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